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Ossigenoterapia: Tecnologia e soluzioni. Intervista della dr.ssa Paola Caramella al Presidente di Animac, Ing. Massimo Rivalta

Vi propongo la mia intervista fattami dalla Dr.ssa Paola Caramella sulla ossigenoterapia.Buona visione.Massimo Rivalta

Posted by Massimo Rivalta on Thursday, April 30, 2020

Calamità naturali: cause e soluzioni: intervista di Paola Caramella a Massimo Rivalta

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Pronte per essere consultate e scaricate gratuitamente le pubblicazioni tecniche di Animac

Finalmente delle linee guida tecniche gratuite e scaricabili. Con queste premesse Animac mette a vostra disposizione una serie di manuali tecnici per rimanere aggiornati nei meandri della normativa sulle apparecchiature a pressione.

Scaricate i documenti e portateli con voi. VI serviranno!

Potete accedere sia direttamente dal link in calce sia percorrendo il menù nella sezione “Pubblicazioni Tecniche”.

Buona lettura!

 

SONO DISPONIBILI LE PUBBLICAZIONI ANIMAC

 

 

 

In un settore in cui l’impianto normativo fonda i propri principi su diverse normative risulta difficile districarsi.

Vediamo quali sono le normative:

  • D.Lgs. 81/08 – Testo Unico Sicurezza
  • Nuova P.E.D. – Pressure Equipment Directive
  • D.M. 329/08 – Esercizio delle attrezzature a pressione
  • D.M. 11.04.2011 – Verifiche Periodiche attrezzature a pressione

Se qualcuna di queste normative non è chiara è necessario ed utile avere dei testi di riferimento che permettano di comprendere l’oggetto e le attività normate all’interno della legge.

Per questo ANIMAC ha redatto delle pubblicazioni tecniche in grado di aiutarti a meglio comprendere ed applicare i temi legislativi.

Richiedici le pubblicazioni di tuo interesse:

Pieghevoli Animac – 2 pieghevoli

  • Linee Guida,
  • Normativa

Vademecum Animac – 3 volumi

  • Parte I – L’impianto normativo di riferimento per l’esercizio, l’installazione e la verifica delle apparecchiature a pressione
  • Parte II – Metodologia di verifica delle attrezzature a pressione secondo la vigente normativa
  • Parte III – La modulistica INAIL-ASL applicabile per la denuncia, la verifica e l’esercizio delle attrezzature a pressione

Prontuario Animac – 3 volumi

  • Parte I – Poche regole per un impianto a regola d’arte
  • Parte II – La progettazione di un impianto di aria compressa
  • Parte III – Modulistica

Compendio Animac per le attrezzature a pressione:

  • Tutto quello che c’è da sapere Dal DM 329/04 al DM 11.04.2011 attraverso il Dlgs 81/08

Tubazioni: Prima verifica periodica

05.0 – Prima verifica periodica di tubazioni

In generale, una verifica periodica è finalizzata ad accertare:

  • la conformità̀ alle modalità̀ di installazione previste dal fabbricante nelle istruzioni d’uso dell’attrezzatura,
  • il suo stato di manutenzione e conservazione,
  • il mantenimento delle condizioni di sicurezza previste in origine dal fabbricante o specifiche per l’attrezzatura di lavoro,
  • l’efficienza dei dispositivi di sicurezza e di controllo.

Per le operazioni di verifica il datore di lavoro deve mettere a disposizione del verificatore il personale occorrente, sotto la vigilanza di un preposto, e i mezzi necessari per l’esecuzione delle operazioni stesse, esclusi gli apparecchi di misurazione.

Poiché́ la prima delle verifiche periodiche prevede anche la compilazione della scheda tecnica di identificazione dell’attrezzatura di lavoro, nel caso delle tubazioni e in aggiunta ai controlli che si effettueranno anche nelle verifiche periodiche successive, in occasione della prima delle verifiche periodiche si deve:

  1. individuare la tubazione (o la/e linea/e che la comprendono), oppure le tuba- zioni facenti parte di un insieme divisibile oppure l’unità indivisibile con la/le tubazione/i che comprende. Qualora non fattibile altrimenti, le tubazioni possono essere individuate a mezzo P&Id e/o disegno costruttivo;
  2. verificare la corrispondenza delle matricole rilasciate dall’Ispesl o dall’Inail all’atto della dichiarazione della loro messa in servizio ex art. 6 del d.m. 329/04 o della loro riqualificazione ai sensi dell’art. 16 del d.m. 329/04;
  3. constatare la rispondenza delle condizioni di installazione, di esercizio e di sicu- rezza a quanto indicato nella dichiarazione di messa in servizio;
  4. verificare l’esistenza e la corretta applicazione delle istruzioni per l’uso del fabbricante.

Trattandosi della prima verifica periodica, essa consiste inoltre nei seguenti esami e controlli:

  1. esame documentale;
  2. controllo della funzionalità̀ dei dispositivi di protezione;
  3. controllo dei parametri operativi.

I controlli di cui alla lettera a) consistono in:

  • esistenza e correttezza della dichiarazione di conformità: modulo di certificazione, numero certificato, limiti ammissibili, identificazione dell’attrezzatura, etc…15;
  • verifica disegni costruttivi e/o P&Id;
  • installazione conforme alle indicazioni riportate nel manuale d’uso e alla dichiarazione di corretta installazione16;
  • esistenza e documentazione dei dispositivi di protezione e controllo in conformità̀ al manuale d’uso dell’insieme o alla relazione tecnica dell’attrezzatura;
  • relazione tecnica di cui all’art. 6 del d.m. 329/04, con eventuali allegati datasheet dei dispositivi di sicurezza (calcoli portate, tarature, etc,);
  • registro di controllo di cui all’art. 71 del d.lgs. 81/08;
  • verbale di verifica di messa in servizio per le attrezzature soggette a tale regime;
  • verbale di eventuali riparazioni per attrezzature soggette al regime dell’art. 14
  • del d.m. 329/04;
  • verbale di riqualificazione periodica di cui all’art. 16 del d.m. 329/04 ove esistente (spesso indicato nel seguito con la dicitura ‘verbale di qualifica Inail’).

I controlli di cui alla lettera b) possono essere effettuati con prove a banco oppure con simulazioni oppure, qualora non pregiudizievoli per le condizioni di funzionamento, in esercizio.

In particolare l’accertamento dell’efficienza delle valvole di sicurezza può̀ avvenire o direttamente (prove a banco, simulazioni, in esercizio), oppure verificando che il verbale della loro ultima taratura sia ancora entro i limi- ti di validità̀. Detto verbale può̀ essere sostituito dalla dichiarazione CE del fabbricante della valvola qualora la taratura originaria sia in corso di validità̀ rispetto alla periodicità̀ di verifica dell’attrezzatura/insieme.

Ad esempio: nel caso di una tubazione con periodicità̀ di verifica periodica pari a 5 anni (dichiarazione di messa in servizio nel 2011, PVP prevista nel 2016), se la valvola di sicurezza ha una dichiarazione di conformità̀ datata 2012 e il fabbricante della valvola di sicurezza non ha indicato alcuna scadenza di revisione della tara- tura nel manuale d’uso, la taratura della valvola avrà̀ validità̀ fino al 2017, e una PVP eseguita nel 2016 potrà̀ avvalersi della dichiarazione CE della valvola di sicurezza.

Diversamente, se il fabbricante della valvola ha indicato nel manuale d’uso la necessità di tararla ogni tre anni, all’atto della PVP il verificatore dovrà̀ accertarne direttamente l’efficienza.

Per quanto già̀ oggetto di controllo all’atto della verifica di messa in servizio laddove prevista, sarà̀ sempre bene controllare che lo scarico dei dispositivi di sicurezza avvenga in modo da non arrecare danni alle persone.

L’installazione di valvole d’intercettazione sull’entrata e sull’uscita dei condotti delle valvole di sicurezza è consentita qualora non in contrasto con quanto indicato nelle istruzioni per l’uso, su motivata richiesta del datore di lavoro in particolare nel caso di fluidi infiammabili, tossici, corrosivi o comunque nocivi.

Le valvole di intercettazione devono essere piombate in posizione di apertura a cura dell’Inail o delle ASL ai quali vanno segnalate tempestivamente le manovre che abbiano comportato manomissioni del sigillo (comma 4.3.1.2. dell’allegato II del d.m. 11 aprile 2011).

Tali intercettazioni vengono in genere inserite per usi manutentivi sui dispositivi di protezione, ma il loro impiego è subordinato a una attenta analisi dei rischi che includa le misure di sicurezza nel caso di loro impiego, prevedendo dispositivi di protezione alternativi.

Per gli insiemi, l’installazione di tali intercettazioni deve essere stata prevista dal fabbricante dell’insieme.

I controlli di cui alla lettera c) sono finalizzati all’accertamento che i parametri operativi rientrino nei limiti di esercizio previsti. Il controllo deve avvenire in campo leggendo i valori disponibili (pressione, temperatura, portate, livelli, etc.) ed eventualmente in sala controllo nel caso di accessori di controllo a trasduzione di segnale.

Si fa notare che i dispositivi di protezione e controllo possono essere installati sulla tubazione oggetto della verifica ovvero sulle attrezzature collegate dalla tubazione stessa.

Durante la verifica di funzionamento devono anche essere annotati tutti gli eventuali interventi di riparazione intercorsi accertandone la correttezza in base alle istruzioni per l’uso rilasciate dal fabbricante o alle procedure di cui all’art. 14 del d.m. 329/04.

L’Inail e i soggetti abilitati dovranno adottare i modelli di scheda tecnica ed i verbali riportati nell’allegato IV del d.m. 11 aprile 2011 sui quali deve essere presente solo l’intestazione dell’ente o del soggetto che ha effettuato la verifica, non entrambi i loghi.

Ove la verifica abbia evidenziato situazioni di criticità̀ o inadeguatezza per l’esercizio in sicurezza della tubazione, il verificatore deve ordinare il divieto d’uso della tubazione (o linea o insieme), rilasciando la scheda tecnica e il verbale con esito negativo.

Il datore di lavoro deve comunicare alla sede Inail competente per territorio la cessazione dell’esercizio, l’eventuale trasferimento di proprietà̀ dell’attrezzatura di lavoro e lo spostamento delle attrezzature per l’inserimento in banca dati.

Fonte: INAIL

Tubazioni: Dichiarazione di messa in servizio/immatricolazione

04.0 – Dichiarazione di messa in servizio/immatricolazione di tubazioni

Il datore di lavoro che mette in servizio un’attrezzatura di lavoro fra quelle riportate nell’allegato VII del d.lgs. 81/08, ne dà immediata comunicazione all’Inail.

Tale comunicazione, da effettuarsi utilizzando la modulistica disponibile sul sito Inail, si configura come dichiarazione di messa in servizio ai sensi dell’art. 6 del d.m. 329/2004.

Pertanto, all’atto della messa in servizio delle tubazioni il datore di lavoro, in qualità̀ di utilizzatore delle stesse, invia all’Unità operativa territoriale Inail competente per territorio la dichiarazione di cui all’art. 6 del d.m. 329/04. A tale dichiarazione il datore di lavoro deve allegare:

  1. a)  l’elenco delle singole tubazioni9 o linee di tubazioni, con i rispettivi valori di pressione, temperatura, capacità e fluido di esercizio;
  2. b)  una relazione tecnica, con lo schema dell’impianto, recante le condizioni d’installazione e di esercizio, le misure di sicurezza, protezione e controllo adottate;
  3. c)  una espressa dichiarazione, redatta ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica del 20 ottobre 1998, n. 403, attestante che l’installazione è stata eseguita in conformità̀ a quanto indicato nel manuale d’uso;
  4. d)  un elenco dei componenti operanti in regime di scorrimento viscoso o sottoposti a fatica oligociclica.

Per le tubazioni certificate ai sensi del d.lgs. 93/2000 e s.m.i. non escluse dal campo di applicazione del d.m. 329/04, ma ricadenti nelle esclusioni previste dall’art. 5 dello stesso decreto, la dichiarazione di messa in servizio presentata dall’utilizzatore costituisce l’atto autorizzativo all’esercizio.

In particolare si ricorda che nel caso di insiemi esclusi dalla verifica di messa in servizio ai sensi dell’art. 5 del d.m. 329/04 l’efficienza degli accessori di sicurezza e dei dispositivi di controllo deve essere stata verificata dall’organismo notificato competente per la certificazione o dall’ispettorato degli utilizzatori competente per l’istallazione, e deve risultare dalle documentazioni allegate alla dichiarazione di messa in servizio.

Per le tubazioni certificate ai sensi del d.lgs. 93/2000 e s.m.i. che non ricadono nelle esclusioni previste dagli artt. 2 e 5 del d.m. 329/04, l’utilizzatore deve anche richiedere all’Unità operativa territoriale dell’Inail competente per territorio la verifica di messa in servizio di cui all’art. 4 del d.m. 329/04 fornendo le informazioni e la documentazione indicate dall’art. 6 del d.m. 329/0412. È consentita la temporanea messa in funzione di tali tubazioni ai soli fini della verifica di messa in servizio.

Al termine della verifica di messa in servizio l’Inail consegna all’utilizzatore l’attestazione dei risultati degli accertamenti effettuati (verbale di verifica di messa in servizio). Se la verifica ha esito positivo, il verbale completa la documentazione presentata con la dichiarazione di messa in servizio e l’utilizzatore può̀ mettere in servizio le tubazioni; se la verifica ha esito negativo, il verbale ne indica espressamente il divieto d’uso.

L’Unità operativa territoriale Inail esamina la documentazione trasmessa dal dato-re di lavoro con la dichiarazione di messa in servizio, effettua la verifica di messa in servizio laddove prevista, assegna una matricola a ciascuna tubazione o linea di tubazioni -sia che si tratti di tubazioni/linee dichiarate come attrezzature singole, sia che facciano parte di insiemi- e le comunica al datore di lavoro.

Solo nel caso di tubazioni facenti parte di un insieme dichiarato dal datore di lavoro come “unità indivisibile” (art. 4.3.1.b dell’allegato II del d.m. 11 aprile 2011) verrà assegnata una sola matricola per tutto l’insieme e la periodicità̀ di verifica delle tubazioni seguirà̀ la periodicità̀ dell’intero insieme (unica e pari alla minore tra le periodicità̀ corrispondenti alle attrezzature costituenti l’insieme).

Il datore di lavoro deve comunicare all’Unità operativa territoriale dell’Inail competente per territorio, la cessazione dell’esercizio, il trasferimento di proprietà̀ e lo spostamento (in quest’ultimo caso è anche necessario dichiarare una nuova messa in servizio dell’attrezzatura o dell’insieme), al fine di consentire l’aggiornamento della banca dati informatizzata.

 

Fonte: INAIL

Tubazioni: Campo d’applicazione ed esclusioni

03.0 – Campo d’applicazione ed esclusioni

Secondo il d.m. 11 aprile 2011, sono soggette a verifiche periodiche le tubazioni di cui all’allegato VII del d.lgs. 81/08, ferme restando le disposizioni previste dal d.m. 329/04.

Quest’ultimo esclude dal suo campo di applicazione, e quindi anche dall’obbligo della dichiarazione di messa in servizio da parte dell’utilizzatore e dall’assoggettamento alle verifiche di primo impianto e periodiche:

  • le tubazioni già escluse dal campo di applicazione del d.lgs. 93/20003 e s.m.i.;
  • le tubazioni con pressione massima ammissibile non superiore a 0,5 bar;
  • le tubazioni o gli insiemi di tubazioni previsti dall’articolo 3, comma 3 del d.lgs. 93/2000 e s.m.i.;
  • le tubazioni di collegamento, all’interno di un sito industriale, fra serbatoi di stoccaggio e impianti di produzione o di esercizio, a partire dall’ultimo limite del- l’impianto stesso (giunto flangiato o saldato);
  • le tubazioni destinate al riscaldamento o al raffreddamento dell’aria;
  • i serpentini ad afflusso libero nell’atmosfera o ad afflusso libero in liquidi con pressione non superiore a 0,5 bar;
  • le tubazioni con DN4 minore o uguale a 80;
  • le tubazioni che collegano attrezzature a pressione che risultano singolarmente escluse dal campo di applicazione dello stesso d.m. 329/04.

Ancora il d.m. 329/04 (al punto h del suo art. 11 e nella Tabella dell’Allegato B) esclude dalle verifiche di riqualificazione periodica:

  • le tubazioni contenenti gas, vapori e liquidi surriscaldati del gruppo 2 e rientranti nella I e II categoria secondo i criteri definiti dal d.lgs. 93/2000 e s.m.i.;
  • tutte le tubazioni contenenti liquidi del gruppo 2.

Viceversa, le tubazioni installate e in esercizio in luoghi di lavoro e non rientranti in una delle tipologie sopra elencate sono soggette a verifiche periodiche (prima verifica periodica e successive) secondo le periodicità̀ e del tipo indicati nel- l’allegato VII del d.lgs. 81/08; più in generale per le tubazioni soggette a verifiche periodiche la successione di adempimenti resi obbligatori dal d.m. 329/04 e dal d.lgs. 81/08, con le modalità̀ previste dal d.m. 11 aprile 2011, è la seguente:

  1. per le tubazioni fabbricate in conformità̀ al d.lgs. 93/2000 e s.m.i.:
    • dichiarazione di messa in serviziocosì come previsto dall’art. 6 del d.m. 329/04, con richiesta di verifica di messa in servizio ed esecuzione della verifica di messa in serviziocosì come previsto dall’art. 4 del d.m. 329/04, tranne che per le tubazioni facenti parte di insiemi esclusi dall’art. 5 comma 1 lettera d) del d.m. 329/04;
    • sola dichiarazione di messain servizio per le tubazioni facenti parte di insiemi ricadenti nell’art. 5 comma 1 lettera d) del d.m. 329/04 (e dunque esclusi dal controllo della messa in servizio);
    • richiesta di prima verifica periodicaai sensi dell’art.71comma 11 del d.lgs. 81/08 e s.m.i. ove non ricorrano le esclusioni di cui all’art. 11 del d.m. 329/04;
    • verifiche periodichecosì come regolamentate dall’art.71 comma 11 del d.lgs. 81/08 e dal d.m. 11 aprile 2011 per tubazioni installate in luoghi di lavoro5.
  2. esclusivamente per le tubazioni fabbricate in assenza di apposite disposi- zioni legislative (ovvero non certificate secondo il d.lgs. 93/2000 e s.m.i.) e installate prima dell’entrata in vigore del d.m. 329/04: denuncia del datore di lavoro (in qualità̀ di utilizzatore) e intervento di riqualificazione del soggetto preposto così come indicato nell’art. 16 del d.m. 329/04. A conclusione dell’iter di verifica di riqualificazione, alle tubazioni si applica il regime delle verifiche periodiche previste dall’art. 71 comma 11 del d.lgs. 81/08 con le modalità̀ indicate nel d.m. 11 aprile 2011 (punto 4 precedente).

In ogni caso, anche se le tubazioni non rientrano tra quelle soggette a verifiche periodiche ai sensi del d.m. 11 aprile 2011, il datore di lavoro è tenuto agli altri adempimenti previsti dall’art. 71 del d.lgs. 81/08 e in particolare a quelli indicati al comma 8.

 

Fonte: INAIL